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Novità

Il piacere di leggere


Lenticchie alla julienne. di Antonio Albanese
Vita, ricette e show cooking dello chef Alain Tonné, forse il più grande

-"Amo la cucina ma notavo certe esibizioni. Due anni fa ho pensato di scrivere delle ricette e degli show coocking. Scherzando è nato un libro che amo particolarmente". Uno dei comici più amati dagli italiani, grande osservatore, prende i tic altrui e li ripropone con la sua satira tagliente. Dal somelier scontato e streotipato è passato allo chef frustrato e solitario che propone piatti e ricette con ingredienti inimmaginabili :"Come mi fa incazzare il sale dell'himalaya". Lenticchie alla Julienne , già il titolo la dice lunga , è un libro da leggere tutto d'un fiato per ridere a crepapelle sulle fisse di una classe di privileggiati che non vuole essere una presa in giro del mondo della cucina. Perchè fare il cuoco è un mestiere duro che merita rispetto.
"Molti sono i cuochi, ma c'è un solo Alain Tonné. Io l'ho conosciuto una notte sul molo di Marsiglia, sedeva nell'ombra, accarezzava distratto un polipo e osservando un cormorano mormorava: "Arrosto? Scottato al sale dell'Himalaya? Emulsionato con vellutata di alghe?". Mi ha subito fatto pensare a un uomo tormentato da qualcosa: un rimpianto amoroso, un traguardo non raggiunto, parole non dette, droghe avariate. Scusandomi con il polipo, mi sono seduto accanto a lui e gli ho chiesto di raccontarmi la sua storia.
Lui mi ha squadrato per lunghi minuti, poi ha detto: "Non ti parlerò del torero". Ho annuito. Ha raccontato. Così, senza un perché, ho colto il segreto delle sue grandi ricette, delle Alghe sferificate all'alito di cernia e del Riso tatuato all'incenso, dei Vicini al sale e del Pollo Pollock, creazioni con cui lo Chef si è proiettato ben oltre i confini dell'alta cucina, della sperimentazione gastronomica e del buonsenso, entrando nel mito. E ho ascoltato le storie dei suoi trionfi planetari, dal Fuorissimo Salone di Sondrio allo show cooking al Forum di Davos, dal rinfresco fatale per un nobile scozzese fino a una memorabile sfilata di moda sulla cupola di San Pietro. Ma poi... Poi non so se mi sono addormentato, o se accarezzare i polipi abbia effetti lisergici. So che mi sono risvegliato il giorno dopo, solo sul molo, con una gran fame e nessuna traccia di Alain Tonné. Stretto nella mano sinistra avevo un biglietto con scritto: "Senta, il cormorano lo faccia in crosta, come il gabbiano
"".(Ordina il libro)




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